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28.5.12

Piatti e bicchieri di platica? Ammessi al riciclo!

Quasi come in una lunga carriera, finalmente a piatti e bicchieri di plastica è stata concessa una promozione, una di quelle di prestigio, che cambia la vita. Da ora in poi, questi nostri utili "amici" di cene e pranzi tra amici non andranno più ad accumulare i sacchi negli inceneritori ma quelli della plastica di riciclare. Ebbene sì.
Inutile commentare la valenza per l'ambiente e, quindi, per noi.
Due sole accortezze:
1) pulire i piatti, magari con i tovagliolini di carta che sicuramente gli sono stati accoppiati. Per i bicchieri, basta che siano svuotati dei loro liquidi.
2) ricordiamo che è sempre meglio non produrre affatto rifiuti da gettare. Quando possibile, utilizzare stoviglie lavabili e riutilizzabili. Di lavaggio di piatti non è mai morto nessuno, a parte il pigro, ehehe!


fonte: http://www.altroconsumo.it/vita-privata-famiglia/nc/news/piatti-e-bicchieri-di-plastica-al-via-la-differenziata

21.4.12

Il digiuno: uno sguardo veloce


Secondo il libro sul crudismo di cui ho parlato nel post precedente, prima di intraprendere una dieta crudista occorre purificare il corpo con il digiuno.
Ebbene, ho letto qualcosa su internet per aumentare la mia conoscenza sull'argomento. Due sono le scuole di pensiero: fa male, fa bene.
La scuola del "fa male" afferma che un digiuno prolungato innescherebbe la gluconeogenesi: lipidi e proteine del corpo verrebbero utilizzare per ottenere il glucosio, che è necessario per mantenere i valori glicemici nella norma. Stiamo parlando della benzina di base che viene bruciata dal corpo umano per creare l'energia necessaria alle sue funzioni, dalle più semplici e indispensabili alle più complesse.
Le scorte di glicogeno, fonte di energia, pare si esaurirebbero nel giro di una giornata. In conclusione, un digiuno troppo rigido e prolungato avrebbe un effetto dannoso per il nostro organismo, in quanto, come sistema di allarme, la "massa magra, verrebbe intaccata per convertire le proteine in energia (con conseguente sovraccarico epatico), e allo stesso scopo verrebbero utilizzati anche i grassi (effetto dimagrante), con conseguente accumulo di corpi chetonici, ovvero scorie. Prima di entrare in chetosi il corpo continua a cercare glucosio, quindi ci si sente stanche, nervosi, sempre affamati... Una volta attuato lo schift metabolico cominciano a produrre chetoni, unico nutrimento per il cervello.

La scuola del "fa bene" afferma invece che serve a disintossicarsi, una specie di reset per stomaco, intestino, fegato e pancreas. Per la scuola igienista di Herbert Shelton un digiuno prolungato non solo farebbe bene, ma addirittura guarirebbe da molte malattie, incluse alcune di quelle considerate incurabili, come i tumori per esempio. E questo, grazie al processo di autolisi cellulare, che provocherebbe piano piano il progressivo "rinnovo" dei tessuti interni, e la conseguente purificazione e disintossicazione dell'intero organismo. Infatti, gli effetti "pericolosi" descritti sopra si avrebbero molto ma molto lontano nel tempo, in un digiuno veramente molto prolungato, che vada oltre i sei mesi per esempio (per un uomo di 70 kg, mediamente oltre i 100 giorni). Non prima. Questo, perché secondo loro le "riserve umane" sarebbero di gran lunga superiori a quelle sospettate e descritte dall'odierna medicina.

Bastano 2 o 3 giorni per eliminare le tossine (sarà evidente dal più forte odore del sudore e dell'alito), l'importante è che il digiuno comporti l'assunzione di almeno 2 litri di liquidi al giorno: acqua, centrifugati di frutta e verdura. Dopo questo periodo, riabituare gli organi alla digestione con gradualità, proseguendo con un paio di giorni di succhi e frullati molto liquidi di frutta e verdura e, in seguito, l'inizio della dieta crudista.

E in questi giorni arroventati, di certo preferiamo un centrifugato di albicocche, arancia, cetriolo, spinaci che una bistecca ai ferri, ne sono certo.

5.4.12

Crudismo!

Tempo fa sono venuto a contatto con un tipo di alimentazione che, potremmo dire, è vegana con un salto in più: il crudismo o, in inglese, raw foodism.
Cosa mangia un crudista: mangia solo frutta, verdura, germogli e semi. Questo lo fa anche un vegano. La particolarità sta nel fatto che, come dice la parola stessa, il crudista mangia... tutto crudo! Non cuoce nulla di nulla e, al massimo, essicca le sue preparazioni per fare in modo che evapori tutta l'acqua e si ottenga un prodotto secco di consistenza più dura e facilmente conservabile per mesi, ma mai sopra i 40° C.

Perché l'essere umano dovrebbe cibarsi di sola roba cruda, per di più esclusivamente vegetale?
Beh, le motivazioni del non mangiare animali sono le stesse del vegetarianismo (che affronterò nei prossimi giorni). In più, il crudismo parla di un'alimentazione più vicina possibile a quella che un essere umano, ora come ai suoi albori, seguirebbe se fosse posto in un ambiente naturale: ci ciberemmo soprattutto di frutti, di qualche pianta, non avremmo la possibilità di cucinare nulla.


Tra i vari libri che ho letto, questo è quello che ha un taglio sia commerciale che scientifico:



Momentè, S., Cargnello, S. (2007). Solo Crudo. Cucina naturale integrale. Cesena, Macro Edizioni.

Buona lettura :)

15.3.12

Carta Igienica a GoGo

Molti non pensano che la differenza si può fare ogni giorno anche in piccoli semplici (e necessari) gesti quotidiani come usare la carta igienica.
E' una necessità comune a tutti noi, lo facciamo numerose volte al giorno e spesso ne abusiamo. Come in generale di tutte le cose a basso prezzo e in grande quantità.
Tenendo conto che in media ogni persona consuma ogni giorno circa 22 strappi, buttiamo quotidianamente giù nello scarico circa 3 metri e mezzo di carta. Quella, ovviamente, non si può riciclare.

Però, guardando a monte, si può arginare questo spreco di cellulosa e questo eccesso di inquinamento.

Le opzioni sono due:
1) la più frequente è acquistare le confezioni da 40 rotoli di carta igienica, oppure rotoli dichiaratamente "lunghi più del doppio". In questo modo si limita l'uso di plastica da imballaggio e/o l'uso del cartoncino interno del rotolo, con un notevole risparmio di emissioni dannose per l'ambiente e per noi.
2) l'opzione migliore è acquistare confezioni di carta igienica prodotta con materiali riciclati. In questo modo non sarà necessario abbattere altri alberi per ripulirci il sedere.

Interessato all'argomento e non più soddisfatto dai rotoloni, mi sono recato al supermercato e ho iniziato ad investigare.
Io sono un affezionato osservatore delle etichette dei prezzi con sopra specificato il prezzo al litro o al chilo, così da poter far debiti confronti. Purtroppo per la carta igienica non vale il d.l. 84/2000 che obbliga i venditori a indicare anche il prezzo al chilo oltre a quello del prodotto.
Fare il confronto così è molto difficile. Poche sono, infatti, le marche che sulla confezione specificano il numero di strappi.
Grazie a paziente ricerca, ho potuto prendere i prezzi di alcune marche che più mi son sembrate indicative e vicine alle esigenze ecologiche.

Scopro così che, se non voglio carta riciclata perché adoro il bianco splendente e la morbidezza da seta, i rotoloni più convenienti sono Auchan Maxi rotoli da 8 pezzi.

Se invece non voglio inquinare con il cloro sbiancante e il mio culetto non è viziato ma si accontenta della più che soddisfacente morbidezza riciclata, allora i rotoli Eco-Logici Coop sono i più convenienti. Se non potete recarvi alla Coop, allora scegliete Grazie Eco Lucart, che ha ben 720 strappi per ogni rotolo.
Per quanto Lucart ci possa sembrare costosa, è sempre più conveniente e assai meno inquinante della Tenderly Kilometrica. Perché dobbiamo farci furbi: quello che crediamo di non pagare al momento, lo paghiamo in altri modi: salubrità dell'aria, disboscamento, inquinamento delle acque. Come per la dipendenza da nicotina (sigarette), le conseguenze non sono immediatamente visibili. Ma avvengono. Quindi meglio allenare la nostra memoria e attenzione a lungo termine e comprare carta igienica responsabilmente.

Ora che lo sapete, scegliete.

Ps-"riciclato", in questo caso, non significa che la carta igienica che useresti proviene da carta igienica usata! :)

23.2.12

Eco Gift - Confezionare i regali in modo eco



Quanto spreco per la carta che impacchetta i regali?!
Una domanda retorica. Una risposta da disastro ecologico. Quanta carta stracciata e ammucchiata ogni anno per i regali di Natale?!
E allora, perché non aguzzare l'ingegno e fare qualcosa che, oltre ecologico, sia anche originale?

Qualche esempio:

Riciclo interno: ovvero, invece di dilaniare la carta dei regali, educhiamo i bambini (e anche gli adulti) ad aprire con calma i pacchetti (che avremmo fatto senza nasco adesivo) per riutilizzare la carta regalo all'opportunità successiva.


Carta di giornale: sfruttiamo delle notizie assurde per farci i pacchetti! Le riviste, soprattutto nel periodo natalizio, sono piene di foto e figure che vanno benissimo per incartare un regalo di Natale.




Bizzarre: fazzoletti e foulard, scatole di altri prodotti, buste porta alimenti, stracci per la polvere... E tutto quello che è bello, colorato e fa ridere!


E volete mettere la soddisfazione di riutilizzare una coloratissima rete per agli o cipolle?! Avreste mai pensato ad un riutilizzo così fantasioso?


Carta regalo ecologica: che sarebbe l'equivalente colorato della carta riciclata. Si vende nelle cartolerie e anche su internet, come qui per esempio.


Ovviamente l'unico limite è la fantasia! :D

Ps-la prima immagine è presa da qui.

14.11.11

Dentifricio Fai Da Te

Volete lavarvi i denti con un prodotto del tutto naturale, ecologico, senza confezioni da buttare e, soprattutto, iper iper economico?
Ce lo suggerisce il famoso magazine di scienza e tecnologia Focus.

Ingredienti:
4 cucchiai di glicerina
7 cucchiai di bicarbonato
1/2 cucchiaio di sale
15 gocce di olio essenziale (menta o altro a piacere)

Mescolare il tutto in una tazzina e comservarlo in un piccolo recipiente.



Tenendo conto che la glicerina in farmacia costa circa € 2,00 e che il resto è facilmente trovabile al supermercato e in erboristeria, ci potremo lavare i denti spendendo circa 5 centesimi per flaconcino. Anche perché, come qualsiasi dentista potrà assicurarci, il dentifricio serve a deodorare l'alito più che altro, perché il lavoro di pulizia lo fa lo spazzolino e il movimento corretto del nostro polso.
Se contate anche che eviterete di buttare la confezione in cartoncino e il tubetto...

21.10.11

Fumo e sigarette: oltre il cancro, l'inquinamento


Essendo nato in una famiglia di non fumatori (non solo genitori, ma anche il resto della parentela stretta), sono stato fortunato ad avere, da questo punto di vista, un'ottima educazione.
Da adulto, non solo detesto il vizio del fumare e le sigarette, ma ho imparato a diffidare anche dei fumatori.
Nonostante cerco sempre di portare ricerche e studi accreditati, questa volta posso affermare con serenità (per esperienza diretta) che la categoria dei fumatori è fatta di persone che generalmente non hanno rispetto per chi non fuma. L'elenco dei comportamenti irrispettosi è lungo e comprende: infischiarsi di dove va il fumo della loro sigaretta, buttare cicche ovunque, fumare in casa o in auto. Tutto questo anche in presenza di non fumatori o bambini, senza nemmeno prendersi la briga di chiedere se la cosa stia arrecando fastidio. Come è ovvio che ne arreca.
Giustamente è stata introdotta la legge L.3/2003 che detta il divieto di fumo all’interno di tutti i luoghi chiusi al di fuori di quelli strettamente privati (abitazioni private) e di quelli dotati degli impianti di aspirazione. I ristoranti dove tutto il cibo sa di affumicato o i pub per turchi sono ritornati a profumare delle pietanze che vendono. I fumatori, intanto, stanno fuori al freddo, tipo ora d'aria dei detenuti. Guai a lamentarsi.
Non voglio continuare a far la filippica contro le sigarette, se non per gli argomenti pertinenti al blog. Argomenti che includono anche il rispetto del resto del genere umano.

Ora, torniamo al rispetto dell'ambiente che ci ospita.
Di questo argomento si è discusso del convegno “L’impatto ambientale del fumo di tabacco. Le cicche di sigaretta: un rifiuto tossico dimenticato”, durante il quale è stato presentato lo studio realizzato da Enea e Ausl di Bologna che mette in evidenza il potenziale nocivo delle cicche di sigarette.
Ogni giorno vengono dispersi nell'ambiente della nostra penisola ben 195.000.000 di mozziconi di sigarette. Un numero impressionante. Tenendo conto che il diametro medio di una sigaretta è mezzo centimetro, in un metro cubo stanno ben 1.400.000 cicche. Ogni anno solo in Italia si producono 51.000 metri cubi di mozziconi che contengono 7.800 tonnellate di agenti chimici pericolosi. Un dato impressionante.
La combustione del tabacco, informa Enea, produce più di 4500 sostanze chimiche ad azione irritante, nociva, tossica, mutagena e cancerogena. Una parte di tali sostanze rimane imprigionata nel filtro e nella porzione di tabacco non consumato.

Poiché è stato osservato questo e perché, inoltre, nel Mediterraneo le cicche rappresentano il 40% dei rifiuti (contro il 9,5% delle bottiglie di plastica, l’8,5% dei sacchetti di plastica e il 7,6% delle lattine di alluminio), gli esperti dell'Enea hanno proposto la raccolta differenziata per le 845.000 tonnellate di mozziconi di sigarette annuali. (fonte Terranauta)

Diamo uno sguardo all'elenco delle sostanze inquinanti di cui le sigarette son fatte, che rilasciano nell'aria e che rimangono nei mozziconi:
Nicotina: se ne disperdono nell’ambiente 324 tonnellate l’anno, è tossica anche per gli animali acquatici. Ingerire una sola cicca può portare un bambino a gravi problemi respiratori fino alla paralisi.
Polonio 210: è un elemento radioattivo e cancerogeno.
Composti organici volatili: le cicche gettate via in un anno disperdono 1.800 tonnellate di composti come benzene, formaldeide, acetone e toluene.
Gas tossici: i principali sono acido cianidrico e ammoniaca
Catrame e condensato: il primo è un noto cancerogeno e il condensato comprende una grande quantità di composti, come idrocarburi policiclici aromatici, benzopirene e metalli.
Acetato di cellulosa: è contenuto nel filtro e non è biodegradabile, può danneggiare l’apparato riproduttivo dei pesci. (fonte Ecozoom)

Come se non bastasse, una recente ricerca ha dimostrato che chi fuma ha almeno 7,5 punti in meno di quoziente intellettivo rispetto ai non fumatori. E più si consumano sigarette, più questo quoziente si abbassa. Il fatto è che le persone con un quoziente intellettivo minore sono quelle più esposte al vizio.

Ora, mi chiedo: voi fumatori inquinate, correte altissimi rischi di contrarre cancro che dovrà esser curato a spese della comunità, fate correre questo rischio alla gente che esponete irrispettosamente al vostro fumo. Oggi si sa che è molto probabile che siate notevolmente meno intelligenti.
E, nonostante ne siate consapevoli, ve ne andate comunque in giro dimostrando scarsa intelligenza, scarso senso civile e ambientale e sbandierando a destra e manca una dipendenza fisica e psicologica dalla quale non riuscite a liberarvi.
Non fate una bellissima figura.
E la cosa ridicola è che spendete anche una marea di soldi.
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