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10.6.13

Una casa ecosostenibile e trendy!

Oggi ricordiamo i molteplici vantaggi di una casa ecosostenibile con un articolo di Christian Baraldi, giornalista ed esperto di architettura "verde". Buona lettura!



Inutile fare la petulante paternale sulle violenze quotidiane che offriamo alla generosa Madre Terra, conosciamo già la sua (per niente ottimistica) cartella clinica. E conosciamo anche, forse, tante di quelle piccole iniziative che possiamo mettere in atto per iniziare una bella terapia ricostituente!
La nostra casa, il nostro nido è il nucleo della nostra esistenza e tutti ne abbiamo almeno una, fosse anche una stanza in affitto. È proprio qui il bello: chiunque di noi può iniziare a fare qualcosa per rendere la propria abitazione ecosostenibile, ecocompatibile e, di conseguenza, assolutamente all’avanguardia e di tendenza!

Se abbiamo la fortunata possibilità di costruire una casa indipendente in un lotto, allora le sue caratteristiche principali sono:
1. Pareti perimetrali speciali che, in 30cm, alternano strati di masonite, fibre di legno e altri isolanti e i tubi dell’acqua calda per riscaldare il perimetro della casa; pareti interne che in 20cm di lanavetro e altri isolanti schermano la temperatura (e i suoni) in modo decisamente migliore rispetto alle comuni pareti, con un risparmio energetico enorme.
2. Solaio che isola dall’esterno grazie alla lana minerale e il coibentato. Alcuni sostengono, e non per sentito dire, che piantare un prato isoli ancora meglio. Della serie: tesoro, facciamo un picnic in terrazzo?
3. Per quanto riguarda elettricità e riscaldamento, grazie ai pannelli foto voltaici e ad impianti di cogeneratori, la casa è autosufficiente per anche tutto l’anno. In ogni caso: se la propria produzione è superiore, viene venduta al sistema nazionale (capito? Ci guadagni pure!); se è inferiore, ci si allaccia come chiunque. Il funzionamento del cogeneratore ha la sua duplice funzione nel fornire energia elettrica e, prelevando il calore che il funzionamento della macchina produce, riscaldare la casa. Qualcuno diceva: nulla si crea, nulla si distrugge!
4. Zona giorno a sud, zona notte a nord, per sfruttare durante il giorno la luce solare. Alcune case sono talmente bizzarre da essere fatte per ruotare durante il giorno e seguire, come un girasole, la nostra stella nel suo apparente percorso diurno!
5. La raccolta dell’acqua piovana per tutti gli usi non alimentari.
Sebbene una casa di questo genere costi il 40% in più di una casa tradizionale, in pochi anni e con i finanziamenti nazionali questo costo viene abbattuto per iniziare a risparmiare oltre 1.000 € l’anno! Beh, con quei soldi ci facciamo una bella vacanza a Ibiza o una crociera,no?

Se invece vogliamo adattare il nostro appartamento cittadino alle esigenze naturali, le regole sono simili, anche complementari:
1. Lampade a basso consumo energetico in tutte le stanze. Accenderle solo quando davvero servono e non sottovalutare la calma, tranquilla e bellissima luce delle candele. Da Ikea con meno di 3 € vendono confezioni da 100 candele!
2. Rivestire le pareti interne perimetrali di legno, che isola e sicuramente rende l’apparenza migliore della migliore carta da parati. Anche il parquet a terra sfrutta lo stesso principio. Soprattutto innestare uno strato isolante dietro la zona che ospita il termosifone, che è sempre (deficientemente) più sottile del resto della parete.
3. Colori, tinture e materiali atossici e naturali per colorare ed arredare gli interni.
4. Impianti elettrici provvisti di cavi schermati e disgiuntori.

Una delle notizia che mi ha lasciato di stucco è la versatilità del bambù, per usare termini a noi noti. Il bambù è considerato dalla cultura naturale come una valida possibilità di costruzione ecologica. Chiamato anche ‘l’acciaio naturale’ per le sue stupefacenti capacità tecniche, è ampiamente usato in America Latina ed in Asia. Chi l’avrebbe mai detto…

Insomma, ricordando di:

  • spegnere le spie led di televisori e altri elettrodomestici;
  • di fare la lavatrice nelle ore notturne e solo a pieno carico e a basse temperature; magari lavare un po’ di più i vestiti a mano;
  • di non abusare dell’acqua corrente (ché l’Africa non è fatta di laghi): per esempio, preferire al bagno la doccia aprendo l’acqua all’inizio per insaponarsi e alla fine per sciacquarsi;
  • di riempire la vostra casa di splendide piante,
  • di fare la raccolta differenziata in modo corretto
ci ricorderemo di conseguenza che dobbiamo ridare al nostro povero corpo e alla nostra mente, di cui abusiamo nelle città artificiali, ciò che, ahimé un tempo, era gratis e alla portata di tutti. Il fascino di una casa in legno non lo regalerà mai né una cornice in cartongesso né una decorazione in stencil, per quando noi facciamo per renderci la vita meno d’asfalto possibile.

22.12.12

E venne l'inverno...


Parafrasando il titolo dell'ultimo album di Enya, approfitto per allineare il mio blog alla stagione appena subentrata. Oggi, 22 dicembre 2012, inizia la nuova parte del ciclo in cui le ore di luce guadagnano pian piano terreno dopo la notte più lunga dell'anno, quella del Solstizio d'inverno. Da oggi, tutto si prepara lentamente al risveglio, anche se il freddo accumulato fino ad ora continuerà ad avvolgere le nostre latitudini con questa atmosfera pacata che invoglia al sonno.

Celebro la stagione invernale con due haiku, ovvero la famosa forma poetica giapponese. Le caratteristiche dell'haiku, così differente dalla nostra poesia occidentale, è la brevità: solamente tre versi formati da 17 sillabe. Le parole, pulite e semplici, scattano una fotografia di un attimo, un'immagine della natura priva di ricorsi retorici ma pregna di significato personale che ognuno può dare. L'eco lasciata dalle parole dell'haiku permette al lettore di prendersi il tempo di riflettere e lasciare che i versi si sciolgano nella sua mente.
Come l'inverno.


Languore d'inverno:
nel mondo di un solo colore
il suono del vento.

Matsuo Basho (1644 – 1694)
  



C'ero soltanto.
C'ero. Intorno
cadeva la neve.
 

Issa (1763-1828) 

12.4.11

Eolico. L'armonia di Natura e Tecnologia



In tutto il mondo aumentano le installazioni eoliche. Sono 157.899 i MW prodotti col vento in tutt il mondo, di cui 76.152 in Europa. L'Italia contrivuisce con 4.844, che copre il 2,1% del consumo interno lordo e genera oltre 2.500 occupati stabili diretti.
Ma entro il 2020 dobbiamo arrivare al 17% del fabbisogno energetico prodotto con energie rinnovabili, secondo gli impegni presi in sede europea. Eppure in molti criticano l'eolico, reo di deturpare il paesaggio e di drenare i fondi destinati alle rinnovabili. Accuse respinte da Vittorio Cogliati Dezza, Presidente nazionale di Legambiente che ha invece presentato un libro fotografico dal titolo "Smisurati giganti?" con lo scopo di dimostrare che il paesaggio non è rovinato dagli impianti, sottolineando che sono presenti solo nel 3% dei comuni e si tratta di installazioni non permanenti. Diverso invece per le cave (18 mila tra attive e abbandonate) e l'abusivismo (30 mila abitazioni ogni anno).
Basterebbe decidere dove sia possibile costruire impianti, ricordando che esiste anche l'opzione offshore, con aerogeneratori posizionati al largo, lontano dagli occhi più sensibili o addirittura sott'acqua, sfruttando le correnti.
(fonte Metro 19/02/10)

Personalmente credo che chi critica i piloni dell'eolico stia facendo una valutazione piuttosto superficiale. Come ricordato da Fabio Caltagirone nel suo articolo, ci sono ben peggiori brutture come cave e costruzioni abusive.
Ho sempre considerato le pale eoliche come monumenti all'ingegno umano. Forse sarebbe bello farle colorate, o verdi, o di forme più particolari, funzionalità permettendo. Certo, non è la cosa più bella da vedere nel verde della campagna toscana, per esempio.
Ma quando sono in autostrada e vedo i piloni sono contento: mi ricordano che la buona volontà e l'intelligenza umana non sono completamente estinte.

Ecco a voi una galleria di immagini di installazioni eoliche fornite da Repubblica.it
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