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11.7.14

Beautiful Planet


 

Il pianeta su cui viviamo, la maggior parte delle volte senza rendercene conto, è un'esplosione di bellezza, vita, varietà. Ogni ricombinazione di geni ha dato alla luce un piccolo miracolo.
Non sappiamo se, altrove nell'universo, vi sia vita. Probabilmente le condizioni perché si crei la vita sono così singolari da renderla rara nell'universo.
E, siccome non abbiamo certezze al riguardo, dovremmo ammirare e conservare questo pianeta su cui abbiamo la fortuna di vivere. Soprattutto in presenza di certe meraviglie!
Buona visione!
















































1.7.14

Ellie Davis, nebbie tra gli alberi


Che cosa è una foresta? Gli alberi o lo spazio che esiste tra loro ?

"Una foresta è quello che esiste tra i suoi alberi, tra il suo fitto sottobosco e le sue radure, tra tutti i suoi cicli di vita e le loro diverse scale temporali... Una foresta è un luogo di incontro tra chi entra e qualcosa di innominabile e relativo... Qualcosa di intangibile e ad una distanza ravvicinata. Né silenzio né suono."
John Berger in - ‘Hold Everything Dear: Dispatches on Survival and Resistance’, p.135-140 Verso, 2007.


La fotografa Ellie Davis ha voluto esplorare il bosco nello spazio che i nostri occhi coprono senza soffermarcisi. Rimpiendo l'aria di fumo, più o meno denso, siamo invitati a percepire l'aria, altrimenti invisible. La foresta si anima di un alone onirico, sospeso, gotico. Le volute di fumo, confondendosi tra i rami, creano un bosco fantasma, eteree chiome bianche fermate dalla macchina fotografica ma in perenne movimento, in trasformazione, fino a scomparire nel nulla. Una storia raccontata dalla nebbia, riecheggiando tra i tronchi, perdendosi tra le sfumature di marrone e verde.
Ecco le parole della fotografa a proposito dei suoi scatti.


Queste immagini esplorano la natura e il significato di 'foresta' considerando l'esperienza fisica di stare da soli all'interno del bosco; la sensazione inquietante e accattivante che il tempo ha rallentato e che la foresta e tutto ciò che in essa esiste in uno stato diverso. In qualche modo messo da parte dalla nostra abituale percezione del tempo lineare, il vento cala, l'aria si raffredda, tutto è tranquillo e immobile e la foresta si avvicina. Per entrare in questo posto altro occorre accettare un rallentamento del tempo e un cambiamento nella percezione.


Il fumo vorticoso, sospeso e vagabondo ci permette di osservare il tempo scorrere ad un ritmo quasi impercettibile e di concentrarci sullo spazio interno che è parte integrante della 'foresta', guidando l'occhio lontano dagli alberi e permettendogli di soffermarsi su questo 'essere in mezzo'. Sospeso e immobile, il fumo riempie gli spazi tra gli alberi e riflette questa esperienza fisica: la palpabile e pensierosa conoscenza del bosco, il suono ovattato e appiattito, il pungente senso di amplificata consapevolezza. La nebbia colma gli spazi per mostrarli, come se fossimo in grado di scivolarci attraverso e fuggire il tempo stesso.













Proponiamo questo brano dell'artista irlandese Enya, "The Memory of Trees", che ci sembra particolarmente calzante per questo post.

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